Stili a confronto!!!
Principe delle donne
Face Off
Stili a confronto!!!
Principe delle donne
Face Off
Piccolo video per presentare una squadra che ha una storia, che ha un codice di fratellanza…
insomma…semu un pugnu d’amici…
da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi
“Credevo di
servire a qualche ragazza, ma non è…. sono solo un pezzo di un
paesaggio del cazzo…. si fanno scopare, hanno delle sensazioni di
merda. Ma non gliene frega un cazzo di me. Non servo a
nessuno….. e sono chiuso dentro non voglio piu’ essere così, ma
non posso essere nient’altro …..
Ci stanno imbrogliando tutti quanti. Se sei un tossico, un
handicappato, un albanese, il gruppo ti emargina, ti sbatte fuori.
Non puoi neanche iniziare la partita. Per loro non esisti
nemmeno, si accorgono di te solo quando ne fai una troppo
grossa, e allora finisci in gabbia. Se invece sei una persona
normale, sei già una vittima. Non scegli niente che non abbia già
deciso il gruppo, ogni gesto che fai è pensato per lasciare le cose
così come stanno.Devi diventare intelligentissimo e sempre
critico oppure puoi mandare affanculo la società e andare a vivere
sui monti. Ma io non ce la faccio: ho bisogno di certe comodità.
Alex, ci ho pensato come non avevo mai pensato a nient’altro
C’è una terza soluzione, ed è fare un salto fuori dal cerchio che ci
hanno disegnato intorno ai piedi. Smettere di lottare per dei
vantaggi del cazzo, negare tutto. Alex, vecchio, sono a posto. E’
la prima volta che scelgo veramente. Scelgo forte e sereno.
Ci stanno imbrogliando tutti. Non lasciarti sottomettere. Non
dimenticarmi. Martino.”
***
Martino se n’era andato, e adesso sarebbe partita anche Aidi.
Alex aveva cercato di vivere da solo. E va bene che non
bisognava dipendere da nessuno nella propria cazzo di vita. Ma
lui mica dipendeva, poteva benissimo andare col pilota
automatico. Ma quello era sopravvivere. Vivere è tutta un’altra
cosa.
***
Penso a Martino.. che non c’è più …. È come se fosse caduto in
un buco profondissimo, dove prima o poi finiscono tutti. E
ognuno che se ne va, porta via anche un po’di te… Quando morirà
mia nonna non ci sarà più nessuno nel pezzetto di lego della mia
vita dove mangiavo le stelline in brodo a casa sua e restavo da lei
a dormire e mi dava un pigiama che mi faceva prurito…
Invidio Martino, perchè si è alzato ed è uscito quando c’erano
ancora tutti.
…ci perdiamo tutti prima o poi fra le braccia di una sirena…e prima o poi finiamo anche per perderci completamente…
Tutto ciò non vale il veleno che distillano
i tuoi occhi, occhi verdi,
laghi in cui si vede capovolta tremare
l’anima… I miei sogni in folla
vengono a dissetarsi a quegli abissi amari.
Tutto ciò non vale il terribile prodigio
della tua saliva che morde,
che la mia anima immerge nell’oblio
senza rimorsi, e al carro della vertigine
la fa rotolare sfinita alle sponde della morte
…iti a fari tutti quanti nto culu… ahahahhaha
Marco, il poeta
VALENTINO
Nikolai Kardashev, astronomo sovietico, coniò una geniale hit-parade delle civiltà, che riporto nella divulgazione di Michio Kaku. Le caratteristiche:
Una civiltà di Tipo I controlla le risorse energetiche di un intero pianeta. Può controllare le condizioni meteorologiche, prevenire i terremoti, penetrare in profondità nella crosta terrestre. Ha completato l’esplorazione del proprio sistema solare.
Una civiltà di Tipo II controlla il potere del sole. Ciò non significa che essa sfrutti passivamente l’energia solare, ma che estrae l’energia dal sole. Il fabbisogno energetico di questa civiltà è talmente alto da consumare direttamente l’energia solare per far funzionare le proprie macchine. Dà inizio alla colonizzazione dei sistemi solari limitrofi.
Una civiltà di Tipo III controlla il potere di un’intera galassia. Come fonte energetica sfrutta il potere di miliardi di sistemi solari. Ha probabilmente padroneggiato le equazioni di Einstein ed è capace di manipolare lo spazio-tempo a volontà.
La nostra civiltà è un Tipo Zero, inizia appena a sfruttare le risorse del pianeta, ma non le sa controllare. Potremmo arrivare al primo tipo in qualche centinaio d’anni, salvo ostacoli insormontabili. La nostra tecnologia è così primitiva che siamo capaci di liberare l’energia di fusione dell’idrogeno solo facendo esplodere una bomba, anziché controllarla in un generatore di energia. Un semplice uragano genera l’energia di un centinaio di bombe a idrogeno. Si capisce dunque che il controllo delle condizioni meteorologiche, una delle caratteristiche delle civiltà di Tipo I, è almeno a un secolo di distanza dalle nostre possibilità.
Ora la mia domanda è:
Riusciremo a sopravvivere all’adolescenza tecnologica senza collassare su noi stessi? Un aforisma di non so chi dice: Il cosmo non è a misura d’uomo e difficilmente questi riesce ad adeguarsi. Rifletteteci, per adesso io critico solo il capitalismo di merda delle multinazionali, che forse sono alla base di tutto.
Marco
PS: Dove cazzo è la macchina ad idrogenoooooooo!?!?!?!??!?!
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stanotte navigando ho beccato un sito, cercavo dei titoli di film che guardavo da bambino, e mi sono imbattuto nella mia infanzia. Ne cito solo alcuni, il resto lo potete trovare su www.anni80.info, sito fantastico PER NOI CHE DA QUEGLI ANNI SIAMO STATI FORMATI!!!
Marco, il malinconico
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